Posti scuole di specialità, Federspecializzandi chiede chiarezza

Troppi iscritti alla facoltà di medicina e pochi posti nelle scuole di specializzazione: le cifre che quantificano il fenomeno sono state fornite in occasione dell’appuntamento annuale promosso dalla Fondazione Lilly nell’ambito del progetto “La ricerca in Italia: un’idea per il futuro”. Se nel 2010 i contratti di specializzazione erano 5.000 su 6.700 laureati in medicina, per quest’anno si prevede che a concorrere per 3.300 borse saranno oltre 7.000 persone, con una tendenza opposta a quanto sta avvenendo nel resto dell’Europa e del mondo.

Cristiano Alicino, Presidente della Confederazione nazionale delle associazioni dei medici specializzandi, mette in risalto la necessità di porre rimedio a questa situazione in tempi brevi e soprattutto di fare chiarezza. I ministri ripetono che si stanno occupando della questione e accennano alla possibilità di ricorrere al Fondo sociale europeo per aumentare i posti disponibili, ma Alicino ritiene che dovrebbero innanzitutto dire quali sono le reali possibilità di utilizzare queste risorse già nel 2014. «I ragazzi devono sapere adesso cosa accadrà nei prossimi mesi. Se i margini sono pochi credo che i ministri interessati abbiano il dovere di non alimentare false speranze in chi deve fare dei programmi di vita basandosi sulla capacità di reperire fondi da parte della nostra classa politica». Già, perché si tratta esclusivamente di una questione di finanziamenti, difficili da recuperare nelle maglie complesse del nostro bilancio. «Le possibilità di soluzione non sono molte – ammette Alicino – ma se oggi non si fa nulla tra qualche anno il problema diventerà gigantesco e ingestibile. O i posti si tengono allineati di anno in anno, come accade in Francia, oppure si innesca un processo a cascata, perché gli esclusi dalla formazione specialistica si ripresentano gli anni successivi». Le conseguenze potrebbero diventare molto gravi nei prossimi anni: «Chi è laureato e non rientra nella formazione post laurea – ricorda Alicino – non ha alcun sbocco professionale ed è relegato in un ruolo marginale nel nostro Sistema sanitario nazionale».

Articolo a firma di Renato Torlaschi pubblicato su Doctor33


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