Apprendiamo in questi minuti dal sito del MIUR che il bando del concorso verrà posticipato di alcuni mesi, per consentire alcune modifiche.
Questi i tempi: il bando uscirà a fine luglio, il nuovo concorso sarà a ottobre.
Dal comunicato emergono poi alcune anticipazioni sulle modifiche al regolamento:

  1. Ci sarà una graduatoria unica nazionale al posto delle attuali graduatorie per specializzazione: ogni candidato potrà scegliere tra qualsiasi scuola e qualsiasi sede dopo aver svolto la prova, in base alla sua posizione in graduatoria;
  2. Ci saranno meno sedi di svolgimento delle prove rispetto alle attuali;
  3. I contenuti delle prove saranno rivisti;
  4. Sarà minore il peso attribuito ai titoli;
  5. Verrà rivalutata la distribuzione nel numero di specializzandi tra le varie sedi, in base a una procedura di accreditamento delle Scuole di Specializzazione già in corso, in base agli indicatori proposti da ANVUR e AgeNaS.

Nel merito, sono tutte modifiche che ci trovano d’accordo, e che FederSpecializzandi sostiene e propone nei tavoli tecnici da molti anni, perché vanno nella direzione di una prova più meritocratica, trasparente ed efficiente, simile all’esame MIR utilizzato in Spagna e ad altri concorsi analoghi in Europa.
Si tratta quindi di una grande vittoria per la nostra Associazione.

Ci rammarica, però, constatare come ancora una volta queste decisioni così importanti vengano prese di corsa e all’ultimo momento, anzi, fuori tempo massimo.
Il bando era atteso per fine aprile, e nemmeno una riga é stata scritta in queste settimane per comunicare ai candidati al concorso quali fossero i programmi e le prospettive.
Per di più, sono mesi che chiediamo l’apertura di tavoli tecnici per discutere per tempo i vari aspetti del concorso, e presentiamo proposte chiare e strutturate.
Avremmo voluto un percorso decisionale più trasparente e ponderato, che consentisse di bandire il concorso nei termini di legge, e assicurasse ai candidati la possibilità di un’adeguata programmazione personale per i mesi futuri.

Inoltre, l’annuncio di un cambiamento di questa rilievo, che comporta la necessità di strutturali modifiche da apportare al concorso, a soli 2 mesi e mezzo dalla data prevista per l’uscita del bando, ci lascia piuttosto perplessi su quello che sarà il risultato finale.

In particolare osserviamo le seguenti criticità e auspichiamo l’impegno delle Istituzioni relativamente ai seguenti aspetti:

  1. Contenuti e modalità di svolgimento delle prove: bene la graduatoria unica e il minor numero di sedi di svolgimento, ma queste novità implicano la revisione di alcuni aspetti della prova, sia per quanto riguarda la logistica sia il numero delle prove. Ribadiamo inoltre l’importanza di rivedere sia il numero delle domande che il taglio e il contenuto dei quesiti stessi.
  2. Tempistiche: è assolutamente necessario che il provvedimento interministeriale che implementa il nuovo accreditamento delle Scuole, che la nostra Associazione sostiene e promuove, sia completato nei tempi più rapidi possibili. Vorremmo evitare che eventuali ritardi possano far ulteriormente slittare i tempi per la pubblicazione del bando.
  3. Il numero dei posti: ritardando l’emanazione del bando di qualche mese è auspicabile che sia convogliato il massimo impegno per la ricerca e l’incremento del numero di borse a disposizione dei candidati, in modo da ridurre al minimo il gap che, ogni anno, purtroppo separa il numero di candidati con il numero di posti effettivi nelle scuole di Specializzazione.

Vista l’enormità dei cambiamenti annunciati, il tempo preventivato ci sembra davvero esiguo, ed è assolutamente prioritario evitare di prolungare ulteriormente l’attesa dei candidati.
Richiediamo perciò quanto prima al Ministero un incontro per discutere, con tutte le associazioni di rappresentanza dei docenti, degli studenti e degli specializzandi, i dettagli delle proposte riguardo al nuovo concorso, con l’obiettivo di raggiungere quanto prima un accordo su eventuali punti controversi, e analizzare le possibili criticità, per prevenire eventuali nuovi disguidi logistici come quelli che caratterizzarono, ad esempio, il primo concorso nazionale.